Change

La parola CAMBIAMENTO, in un’azienda, non è mai accolta di buon grado perché suscita una paura come se si dovesse ammettere di avere sbagliato qualcosa.  Purtroppo, questo è il modo più scorretto per interpretare questa necessità, quindi inizierei con il raccontarvi una storia vera. La storia della MSO e di Martha Steward, anche che se ormai datata, la trovo una bella lezione su come un’imprenditrice è riuscita a ripartire e cambiare rotta.

Martha Stewart nel 1982 pubblica il suo primo libro intitolato “Intrattenere” ed è l’inizio della sua carriera. Nei vari anni lavora con brand come l’azienda Statunitense K-mart, fino a quando nel 1990 la Time Inc. accetta di pubblicare due numeri di prova di quella che diventerà in seguito la famosa rivista “Martha Steward Living che a degli anni ’90 venderà oltre un milione di copie seguito dal libro che raggiunge la fantastica quota di quattro milioni di copie vendute.

L’impero editoriale e televisivo di Martha Stewart continua a crescere, basti pensare che nel 1995 i ricavi netti del gruppo si avvicinavano a 200 milioni di dollari. Nel 1997 dopo avere acquistato il pacchetto di maggioranza della Martha Stewart Living ne cambierà il nome in Martha Stewart Living Omnimedia che poi verrà quotata in borsa. Fino a quando nel 2004 Martha Stewart viene riconosciuta colpevole di “insider trading” (ovvero quella pratica illegale di acquistare o vendere azioni di una società quotata sfruttando informazioni private e non accessibili al pubblico) a causa della vendita nel 2001 delle azioni della ImClone prima del loro tracollo in borsa. Dopo gli arresti il suo impero basato principalmente sull’immagine, inizia a vacillare, anche perché contro di lei inizia una feroce campagna denigratoria.

Con un brand ormai cosi inevitabilmente compromesso ed abbastanza soldi messi da parte la Stewart poteva ritirarsi in una pensione dorata. Invece no! Lei ha avuto la capacità e la voglia di ripartire, ricostruire l’impresa che aveva vacillato in un momento di così forte difficolta. Quello che è successo in seguito è la prova che per combattere eventi negativi ed improvvisi (o no) bisogna sapersi adattare, cambiare, ricrearsi e magari utilizzare le proprie esperienze passate. Martha Steward è riuscita a rilanciare il suo brand personale ed è tutt’oggi ancora attiva.

Qui non stiamo disquisendo sulla colpevolezza o meno di Martha né tantomeno sulla moralità dell’atto, ma di come anche nel peggiore dei casi si può e si deve cambiare rotta per iniziare nuovamente con la stessa forza. Si può obiettare che sia stato facile per la Stewart ripartire, specialmente quando si hanno così tanti soldi ed un nome alle spalle. Verissimo; i soldi aiutano e molto, però non dimentichiamoci la peculiarità del caso: per Martha il problema fu che il brand era ormai compromesso, e per un’azienda che vive e vende solo grazie al nome, ripartire richiede molto coraggio e capacità, e queste qualità non si comprano col denaro.

Non serve piangere perché l’azienda non va bene a causa del mercato, della concorrenza dei cattivi Cinesi, oppure perché non si vende. L’autocommiserazione serve solo a trovare una scusa per non fare. Si perché il problema di fondo è il non fare. Il mercato italiano non gira? Il mio prodotto non si vende? Bene bisogna trovare il coraggio di ripartire e trovare una nuova soluzione. Facile a dirsi? Beh, in quasi 30 anni di imprenditoria di internazionalizzazione non ho mai trovato nulla di facile e che filasse liscio come l’olio.

Le scuse non servono, dare la colpa agli altri o agli eventi esterni è il miglior modo per non fare, così si ha solo la scusa che “non è stata colpa mia” ed entriamo a fare parte delle statistiche, purtroppo solo di quelle negative. È vero che il cambiamento, specialmente in un azienda, non è proprio facile da mettere in pratica e non si può neanche usare la scopa magica dell’apprendista stregone di Fantasia (ndr Disney), ma richiede un qualcosa in più come: competenza comunicativa, visione chiara degli obiettivi e leadership. Ricordatevi che il cambiamento passa da queste fasi: saper comunicare, avere una “visione”, fissare un obiettivo ed essere un leader.

Sapere comunicare: è alla base di un qualsiasi progetto aziendale, se non sai comunicare la tua idea come puoi pretendere che questa venga accettata e condivisa?

Visione imprenditoriale ed i suoi obiettivi. Purtroppo, se non si hanno obiettivi chiari la conseguenza potrebbe essere quella che vi ritroverete a dover lavorare con persone che remano in senso opposto, non perché non vi vogliano aiutare ma semplicemente perché non gli è chiaro dove volete andare. Un po’ di sana leadership non farebbe male in questo caso in quanto nei processi di cambiamento si devono per forza fare digerire nuove regole, modi di fare, magari anche cambiamenti sostanziali della visione imprenditoriale e se non siete dei leader potete affidarvi ad un manager che lo sia e non c’è nulla di male in questo. Pensate alla GE prima di Welch, se lui non fosse stato in grado di fare digerire il netto cambiamento di rotta e la rottura con il passato, pensate che ci sarebbe riuscito? Tutti noi siamo abituati, per esempio, a cambiarci a cambiare macchina, cambiare ristorante, cambiare città ed il tutto viene fatto senza troppi problemi. E’ mia opinione che questo accade perché’ cambiare è facile solo quando ci fa comodo mentre diventa invece una montagna insormontabile quando dobbiamo farlo per ragioni che non capiamo, non vogliamo capire o non ci interessano.

Il punto è questo: per accettare il cambiamento, bisogna capire perché ci è richiesto di cambiare.

Disgraziatamente coloro che preferiscono vivere un’esistenza felice (forse) mantenendo lo status quo e negando che esista un cambiamento connaturato dei mercati e tutto ciò che ci ruota intorno (clienti, tecnologia, fattori economici e mille altre problematiche) rischiano seriamente di compromettere il loro business o la loro azienda.

Se non cambi direzione, potresti finire per ritrovarti proprio là dove stai andando(ndr. Lao Tzu)

In un momento dove nulla sembra essere facile fare azienda, essere imprenditori, ma anche solo essere dipendenti con idee motivanti ed innovative richiede di essere in grado di reagire e nel caso di ripartire. Di opportunità ce ne sono molte bisogna saperle coglierle o crearle, e governare il cambiamento è uno dei modi per rimettersi in pista.

Martha Stewart. Retrieved September 2, 2014 from Academy of Achievement web page http://www.achievement.org/autodoc/page/ste0bio-1

Martha Stewart Living Omnimedia Inc.. Company Profile. Retrieved September 2, 2014 from Reference for Business web page http://www.referenceforbusiness.com/history2/43/Martha-Stewart-Living-Omnimedia-Inc.html

Leigh Richards. “Why Is Change Important in an Organization?”. Chron. Retrieved from http://smallbusiness.chron.com/change-important-organization-728.html

Stacy Karacostas. “Why Change is Necessary for Small Businesses to Grow”. Business Know How. Retrieved from http://www.businessknowhow.com/manage/change.htm

Lao Tzu Citazione (Filosofo Cinese Taoista, fondatore del Taosismo, scrisse “Tao Te Ching” (anche conosciuto come “Il libro della via e della virtu’”). 600 BC-531 BC)

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